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22 maggio 2012

SPATHIPHYLLUM - SPATIFILLO: POTATURA E PARTI SECCHE


Lo spathiphyllum (o più semplicemente spatifillo) è una pianta che con poche e semplici attenzioni dà grandi soddisfazioni in termini estetici e di crescita. Uno dei piccoli problemi da risolvere riguarda l'eliminazione delle foglie rovinate, delle parti che ingialliscono e si seccano (piccioli e fiori) e della sfoltitura di una chioma fogliare troppo cresciuta per i vostri spazi.

Piccoli problemi che però sono un po' complicati dalla vaghezza dei consigli al riguardo, che spesso sono ambigui o contrastanti fra loro. Sono tanti anni che coltivo uno spatifillo e voglio condividere qui quello che ho fatto e imparato al riguardo. In genere gli esperti o gli amici che praticano giardinaggio consigliano di tagliare e togliere subito le parti brutte o ingiallite, ma a seconda dei casi non è sempre così.

  • POTATURA DELLE FOGLIE. Ci sono vari motivi per potare la foglia di spatifillo: può essere rotta, rovinata dalle bruciature, o intaccata da malattie e/o parassiti. Oppure la vostra pianta è cresciuta troppo e prende troppo spazio, quindi va sfoltita. Quale che sia il motivo del taglio questa pianta (come già spiegato qui) non ha tronchi, rami o steli ma solo foglie che escono direttamente con il picciolo dal terreno, quindi l'inesperto non sa mai bene cosa e dove tagliare. In genere si dice di "tagliare la foglia alla base" ma bisogna vedere cosa si intende per "base", se la base della foglia o la base del picciolo. Osservate bene una foglia di spatifillo, andate con lo sguardo dove questa finisce ed inizia il picciolo e qui troverete una zona lunga circa 2-4 cm dove il picciolo stesso ha un diametro leggermente maggiore di tutto il suo resto (in parole povere è un po' più gonfio) ed anche un colore leggermente più chiaro: il taglio deve essere effettuato appena sotto al rigonfiamento (al confine tra la zona più chiara e quella più scura). Tagliate la foglia con forbici o taglierino affilati, per fare un taglio netto e senza slabbrature, e dopo avere disinfettato l'attrezzo con alcool; la foglia non va assolutamente strappata a mano. I motivi per cui il picciolo non va tagliato rasoterra o a metà sono questi:
  1. È sempre meglio non avere tagli aperti vicino al terreno, che potrebbero infettarsi. 
  2. Il picciolo vicino alla foglia è più piccolo di quanto non sia vicino al terreno, il che vuol dire che la ferita sarà più piccola e rimarginerà prima.
  3. Il picciolo senza foglia può seccarsi, ma può rimanere verde anche molto a lungo e una nuova foglia può spuntare dalla sua guaina.

  • PICCIOLI SECCHI. Una volta tagliata la foglia il picciolo può ingiallire e seccarsi: è una cosa naturale. Parecchie fonti consigliano di tagliarlo rasoterra non appena ingiallisce per evitare danni da marciume ma in realtà c'è un metodo più semplice, che consiste nel fare seccare completamente il picciolo e staccarlo tirando senza sforzo da terra: in questo modo non farete tagli e non lascerete ferite aperte. Il picciolo deve staccarsi praticando solo una leggera trazione: se sentite che ci vuole molta forza lasciate stare e riprovate dopo qualche giorno, per non provocare danni. Forse non sarà molto estetico, ma non preoccupatevi che non ci saranno marciumi contagiosi.

  • FIORI SECCHI. Il fiore di spatifillo ha una lunga durata ma prima o poi seccherà. La procedura è identica a quella spiegata riguardo ai piccioli (lasciate seccare completamente), l'unica differenza è che lo stelo del fiore esce dalla guaina di un picciolo di foglia, quindi lo dovrete sfilare da questa specie di tubino: infatti il fiore si secca ma la foglia dal quale nasce rimane verde. Anche in questo caso serve solo una leggera trazione: se sentite che serve molta forza, aspettate qualche giorno e riprovate.

Le parti di foglia e picciolo, e la linea lungo la quale va eseguito il taglio.

Piccioli completamente secchi e già pronti da estrarre (più scuri) e piccioli solamente ingialliti (più chiari).

Il sistema foglia-fiore dello spathiphyllum e le sue varie parti.

Lo spatifillo è una pianta robusta che sopporta bene le potature, ma ciò non significa che dovete tagliare indiscriminatamente tutto quello che non vi piace. Se una foglia ha un minimo difetto, come una puntina marrone, una bruciatura da sole o un piccolo strappo, lasciatela: l'inestetismo è minimo e la pianta non deve subire il trauma di uno o più tagli. Tagliate solo le foglie che sono seriamente danneggiate. Come detto prima uno spatifillo in salute e molto cresciuto ha una chioma molto ingombrante e purtroppo, causa gli spazi limitati di terrazzi e appartamenti, potremmo essere costretti ad una sfoltitura. Anche qui non agite casualmente: tagliate le foglie partendo dalla circonferenza esterna, eliminate solo lo strettamente necessario (magari sacrificando le foglie più malandate), e se la sfoltitura da fare è grande magari eseguitela non tutta in una volta ma in diversi periodi, dando tempo alla pianta di riprendersi dal trauma e limitando il numero di tagli aperti per volta. Riguardo al periodo migliore per potare consiglio senz'altro la primavera, quando comincia ad esserci un certo caldo stabile e lo sviluppo della pianta comincia a raggiungere il massimo; ad ogni modo, visto che anche d'inverno lo spatifillo (vegetando in casa, con un calore medio sui circa 20°C) continua a buttare e non va a completo riposo, potete tagliare qualche foglia senza problemi. Per finire le solite raccomandazioni: strumenti di taglio ben affilati e disinfettati, ed attenzione a non infortunarvi.

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