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20 maggio 2012

L'ORCHIDEA PHALAENOPSIS: GENERALITÀ

La mia orchidea phalaenopsis, in attesa della fioritura.

CLASSIFICAZIONE
Regno: Plantae (Piante)
Sottoregno: 
Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: 
Spermatophyta (Piante con semi)
Division/Divisione: 
Magnoliophyta (
Piante con fiori)
Classe: Liliopsida (Monocotiledoni)
Sottoclasse: 
Liliidae
Ordine: 
Orchidales
Famiglia: 
Orchidaceae
Genere: 
Phalaenopsis 


L'orchidea phalaenopsis, che dà bellissime e durevoli fioriture, è uno delle più diffuse piante da regalo in circolazione.
La sua abbondantissima produzione, che è a livello davvero industriale, permette di trovarla un po' dappertutto a prezzi anche molto bassi e questo (unito alla sua bellezza) la rende un omaggio al tempo stesso economico e di grande effetto. È anche una delle più diffuse piante "a perdere" (come le stelle di Natale) nel senso che quando si ricevono sono esteticamente perfette perché provengono dalle cure del vivaista o del fiorista, poi quando sfioriscono e deperiscono si pensa di non riuscire a recuperarle, si dimenticano in un angolo, si lasciano morire e alla fine si buttano. Premettendo che mantenere un'orchidea perfetta come ce la hanno regalata o come l'abbiamo acquistata è molto difficile e richiede esperienza ed ambienti particolari, possiamo di sicuro tenerla con noi per molto tempo, in salute e con altre fioriture successive.

La caratteristica foglia nastriforme della phalaenopsis, a forma di lingua.


Il nome phalaenopsis significa "simile ad una farfalla" ed è riferito alla somiglianza del fiore con questo lepidottero. È una pianta della famiglia delle Orchidaceae proveniente dall'India, dal Sud-Est Asiatico, dall'Australia e dagli arcipelaghi del Pacifico, che vive in climi caldi e umidi; non è una pianta usuale che vive in terra, ma bensì una pianta epifita. Un'epifita è una pianta che ha radici aeree, specializzate nell'assorbire l'umidità ambientale e nello svolgere funzione clorofilliana e di fotosintesi, e che vive fissata a supporti come alberi, rocce (per cui la phalaenopsis è anche litofita) e mucchi di detriti vegetali. Non tutte le orchidee sono epifite: ne troviamo di terrestri (che vivono in terra), parassite o addirittura senza radici. La phalaenopsis possiede foglie verde intenso, carnose, a forma di lingua, che possono essere anche abbastanza grandi; ne possiamo trovare da 2 a 6, che crescono sfalsate  lungo lo stesso asse (verso direzioni opposte), un po' come succede alle foglie dei bulbi come narcisi o aglio; le foglie sono molto importanti perché sono l'unico organo di immagazzinamento dell'acqua di questa orchidea. I fiori, che possono essere di vari colori e sfumature, sono portati da steli più o meno lunghi, singoli o multipli, semplici o ramificati.

Boccioli floreali della phalaenopsis.


Da uno stelo, al posto di un fiore, può anche nascere un'altra orchidea completa (chiamata con il nome hawaiiano keiki, che significa "bambino") che una volta cresciuta abbastanza può essere staccata dalla pianta-madre e coltivata separatamente; se siete abbastanza abili e fortunati è anche possibile avere fioriti contemporaneamente orchidea e keiki; più raramente può nascere un keiki anche dal colletto della pianta-madre (la parte dove crescono e si sviluppano le foglie).

Il colletto della phalaenopsis, dove si nota la crescita alternata delle foglie. I bastoncini di legno sono i tutori per sostenere i lunghi steli floreali che partono dalla base della pianta, e sono legati con filo ricoperto e non con ganci.


Il mondo delle orchidee è strano e variegato. Da questa introduzione capirete che coltivare un'orchidea phalaenopsis presuppone di abbandonare i nostri soliti schemi mentali ancorati a vasi, terricci, annaffiature e trapianti, e di usare metodi un po' inusuali: però niente paura, chiunque può mantenere facilmente in casa o in terrazzo una di queste magnifiche piante. In questo post cercherò di darvi semplici e pratici consigli sul mantenimento delle phalaenopsis che avete acquistato o ricevuto in regalo, nati dalla mia esperienza con una di queste creature tropicali; ed in altra sede (per non mettere troppa carne al fuoco) vi darò consigli su altri aspetti più particolari come il rinvaso, la potatura ed i vari substrati, che meritano post specifici.

  • VASO. Il vaso dovrebbe essere trasparente, per due motivi: 1) voi potete controllare il grado di umidità di radici e substrato, e 2) le radici possono ricevere luce e svolgere la funzione di fotosintesi. Quasi sempre le orchidee phalaenopsis sono vendute in contenitori trasparenti, ma può capitare (specie da fioristi molto ricercati, o in composizioni eleganti) di trovarle in contenitori opachi: in questo caso il consiglio è di rinvasarle appena possibile.

  • SUBSTRATO. Come detto prima questa orchidea non vive nella normale terra. Per simulare l'ambiente naturale ci sono diversi tipi di substrato possibili, e diverse combinazioni di materiali diversi come il bark (miscela di cortecce di pino), foglie di faggio, muschi particolari (sfagno) ed anche materiali inerti come perlite e polistirolo. Non preoccupatevi: quando comprate un'orchidea il substrato nel vaso sarà quello giusto, anche se nella grande distribuzione (supermercati e centri commerciali) è possibile che non sia proprio preparato accuratamente e di prima qualità. Esistono in vendita terricci per phalaenopsis, che sono miscele già pronte di questi elementi. In teoria il susbtrato si esaurisce e va cambiato ogni 3-4 anni, ma se scegliete di volta in volta le giuste misure di vaso non preoccupatevi che i rinvasi precederanno sempre l'esaurimento.

  • TEMPERATURE E UMIDITÀ. È  una pianta tropicale, quindi ha bisogno di temperature medio-alte e di molta umidità. Teoricamente la phalaenopsis dovrebbe vivere tra i circa 16°C notturni ed i circa 30°C diurni (anche se la temperatura massima ottimale sarebbe circa 25°C): quindi d'inverno, e nelle primavere fredde e variabili, va tenuta all'interno. Ha bisogno anche di elevata umidità ambientale relativa (circa il 70%), perciò le foglie andrebbero nebulizzate regolarmente e spesso con acqua distillata e spruzzino facendo attenzione a non fare ristagnare acqua nell'incavo delle foglie stesse. Un altro accorgimento è quello di riempire il sottovaso con acqua oppure (ancora meglio) con argilla espansa da tenere sempre bagnata: in questo modo l'acqua evapora e l'umidità attorno alla pianta resta abbastanza alta, e questo accorgimento va usato anche all'esterno durante la bella stagione. Vi raccomando di non tenere questa pianta vicino ai termosifoni: come per gli altri vegetali, il loro calore è troppo violento e nocivo.

  • ESPOSIZIONE. All'esterno deve essere tenuta all'ombra, la luce solare diretta è nociva per questa orchidea; all'interno la questione è più complessa perché la phalaenopsis ha bisogno di una certa quantità minima di illuminazione e l'oscurità completa è indesiderabile quanto la luce solare. Il consiglio è il solito, cioè tenerla il più vicino possibile alle finestre senza esporle direttamente al sole. Ci sono lampade apposite per l'illuminazione interna delle orchidee, ma non preoccupatevi che a meno che non viviate in una cantina la normale luce ambientale andrà benissimo.

  • IRRIGAZIONE. Al solito le notizie ed i consigli sono discordanti. C'è chi dice che radici e substrato vanno tenuti sempre umidi e chi dice cha vadano lasciati seccare tra un'annaffiatura e l'altra; c'è chi dice di irrigare con un bicchiere d'acqua per volta e chi dice di immergere direttamente il vaso in un secchio pieno d'acqua. Partiamo dal fatto che i substrati per questo tipo di orchidea non sono terra normale, e se preparati correttamente sono molto drenanti e non si impregnano facilmente; per contro, quando sono bagnati trattengono molto l'umidità anche aiutati dal vaso in plastica (non traspirante) e dal posizionamento all'ombra. C'è poi da considerare che substrato usate, e tenere presente il fatto che in natura la phalaenopsis non è immersa in ambiente acquatico ma attende la pioggia; e che come per la quasi totalità delle piante terrestri i ristagni idrici sono dannosi. Ricapitolando, questo è lo schema che consiglio:
  1. D'inverno, in ogni caso, quando la pianta è al chiuso, attendete sempre che substrato e radici siano quasi asciutti (anche per dare un certo riposo vegetativo alla vostra orchidea), e fornite acqua con parsimonia.
  2. Se usate un substrato costituito da sola corteccia di pino, o da corteccia ed inerti (che è molto drenante e poco permeabile), consiglio di immergere il vaso direttamente in un secchio o in una bacinella, lasciarvelo 20-30 minuti per poi estrarlo: in questo modo la corteccia si impregna e rilascia in seguito la sua umidità. D'inverno è sufficiente fornire acqua con un bicchierino di plastica, o ancora meglio con uno spruzzino che la nebulizza evitando che sgrondi tutta dai fori di drenaggio, finché la corteccia è inumidita.
  3. Se usate un substrato misto come quelli pronti in commercio con corteccia, sfagno, foglie di faggio, eccetera, allora esso sarà fisicamente più compatto, meno drenante e più permeabile (lo vedete anche da secco: è più fine e polveroso della sola corteccia). In questo caso è sufficiente irrigare normalmente con l'annaffiatoio, facendo scendere molto lentamente l'acqua per non farla sgrondare tutta subito dai fori di drenaggio e permetterle di impregnare il substrato. Non date troppa acqua: se anche il substrato non si bagna tutto uniformemente non preoccupatevi, l'evaporazione la distribuisce in seguito. Non consiglio l'immersione spiegata nel punto 2) perché secondo me il substrato si impregna troppo e si rischia un ristagno eccessivo. D'inverno usate le stesse accortezze consigliate in 2), tenendo conto che in un substrato misto di questo tipo l'umidità è trattenuta più a lungo.
  4. È importante una buona ventilazione per favorire l'evaporazione ed evitare i ristagni, specie al chiuso e al giorno d'oggi in quanto sempre più case sono fornite di infissi a tenuta quasi ermetica che impediscono gli sprechi termici ma bloccano il ricambio dell'aria.
  5. In ogni caso: non fornite troppa acqua; non create ristagni; guardate nel vaso (che, non dimenticate, è trasparente) e controllate lo stato di radici e substrato; nel dubbio, è meglio che forniate meno acqua del necessario piuttosto che troppa. Personalmente, non lascio mai che il substrato si secchi completamente, fornisco poca acqua distribuita in irrigazioni più frequenti, non pratico l'immersione perché uso un substrato misto: con questo regime la mia orchidea phalaenopsis, come potete vedere dalle foto, finora gode di ottima salute.
  • PARASSITI E MALATTIE. Le orchidee sono in teoria molto delicate. Possono essere attaccate da afidi, cocciniglie, ragnetto rosso, cicale ed altri parassiti, oltre che da parecchie decine di microrganismi tra funghi, batteri e virus: l'elenco è molto lungo. Voi non preoccupatevi eccessivamente, evitate i marciumi da troppa acqua, controllate se compaiono macchie e puntini sulle foglie, usate sempre attrezzi puliti e disinfettati. La mia phalaenopsis finora non ha avuto problemi di sorta.

  • CONCIMAZIONE. Ovviamente i consigli più diffusi dicono di abbondare con i fertilizzanti ma al solito il mio è quello di usare solo normale acqua, cosa ancora più giustificata dal fatto che la phalaenopsis è un'epifita e le radici traggono nutrimento dall'acqua e non dalla terra; eventuali sostanze nutritive sono comunque presenti nel substrato. Unica avvertenza è quella di non usare acqua troppo salina o calcarea, che a lungo andare potrebbe danneggiare le radici; consigliata l'acqua piovana, o magari alternate irrigazioni con acqua normale ed acqua distillata.

  • MOLTIPLICAZIONE. La moltiplicazione per via sessuale è difficilissima già in natura, in quanto il seme non ha sostanze nutritive proprie e deve affidarsi alla simbiosi con un fungo (micorriza) che gli fornisce il nutrimento; questo può essere fatto anche artificialmente, ma per evitare l'attacco di muffe ed altri microrganismi si deve usare un ambiente sterile. Perciò voi giardinieri casalinghi non pensateci neanche (anche se ho letto che qualcuno ci ha provato e ha riuscito) e sperate nella nascita di un keiki.

  • CONSIGLI VARI
  1. Gli steli floreali possono essere anche molto lunghi, quindi come vedete nelle foto è meglio siano aiutati da dei sostegni (tutori), in legno o plastica. Tutori e steli è preferibile siano legati tra loro, e non agganciati con le orribili graffette plastiche (come fanno vivaisti e fioristi), per non tagliare e ferire lo stelo stesso. 
  2. Le foglie possono essere un indicatore della bontà o meno della vostra coltivazione. Quando si afflosciano può essere per scarsa irrigazione, scarsa umidità ambientale, poca illuminazione. Se appaiono bruciature è segno che sono colpite da troppa luce solare. Se il loro colore diventa molto chiaro può essere che stiano ricevendo troppa luce, il contrario se diventa troppo scuro.
  3. Le radici della phalaenopsis hanno la particolarità di cambiare colore a seconda del grado di umidità. Quando sono secche diventano pallide e quasi grigie, mentre quando sono bagnate diventano di un bel verde brillante: questo può aiutarvi a capire se è il caso di fornire acqua o meno.

    Vaso trasparente, sottovaso e substrato. All'interno una mia miscela di terriccio per orchidea già pronto e corteccia di pino a pezzatura grande preparata da me; nel sottovaso argilla espansa impregnata d'acqua per mantenere l'umidità.

    17 commenti:

    1. ecco...giust'appunto riguardo alle orchidee...ho bisogno di un consiglio amico!

      Parto per le vacanze 2 settimane e non ho nessuno che possa andare a bagnare le mie orchidee (abituate a vivere in casa tutto l'anno). Come faccio? Posso bagnarle bene il giorno della partenza, ma non so se resistono 15 giorni senz'acqua. Dici che posso cercar loro un posticino all'esterno un po'ombreggiato?
      Insomma...cosa faresti?!
      A presto, Lindauz

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    2. Ciao Lindauz,

      la phalaenopsis resiste abbastanza bene senz'acqua, ovviamente può soffrire e deperire ma non credo che possa morire per 15 giorni. Per sua natura questa orchidea succhia umidità dall'ambiente esterno con radici aeree: quindi è abituata a periodi di magra e soffre la troppa acqua stagnante (lo vedi anche nei vivai e nei supermercati che spesso ha terriccio e radici secchi...). 15 giorni è senz'altro un periodo sopportabile, e se non ricordo male le tue orchidee sono tutte potate senza steli quindi il consumo d'acqua è ancora minore. Il consiglio migliore è bagnarle un'oretta per immersione (metti il vaso immerso in un secchio d'acqua) il giorno prima della partenza, poi fai uscire per bene l'acqua in eccesso dai fori sotto al vaso: il terriccio si imbibisce per bene e dovrebbe fornire abbastanza umidità per 15 giorni. Sarebbe meglio metterle all'aperto (questa orchidea ha bisogno di una buona circolazione d'aria) in ombra completa, mi raccomando: questa pianta non vuole il sole e comunque il suo calore asciugherebbe prima il terriccio. Comunque anche se vivono tutto l'anno in casa sarebbe meglio metterle fuori per l'estate.

      Ciao, buone vacanze e a presto!

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    3. Ciao Gianluca,
      ci riprovo la mia phalenopsisi ha messo un keiki e vorrei sapere se è pronto per essere messo a dimora per conto suo, come devo fare? ha un ciuffo di 4 foglie ed altre due attualmente piccolissime che si accingono a crescere, la più svilippata misura tra i 20 e 22 centimetri di lunghezza, ha pure un rametto che è già fiorito nell'estate appena passata (ora spoglio), tutto questo si diparte dauno dei rami della piante madre, che faccio? lo invaso? devo prima fare qualche altra operazione? puoi aiutarmi? te nesarei grata.
      Aspetto tue notizie
      Graz

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      1. Prima di tutto sei sicura che il keiki abbia foglie di 22 cm? Sono dimensioni da pianta adulta abbastanza grande... Oppure ti riferisci alle radici? Ad ogni modo la cosa che devi guardare per sapere se il keiki è "maturo" per il trapianto sono le sue radici: se sono almeno lunghe minimo 4-5 cm allora lo puoi staccare (puoi aspettare anche che siano un pochino più lunghe, per avere più presa nel substrato). Per tagliare un keiki dal ramo devi:
        1-Avere forbici molto affilate (meglio se quelle specifiche per potatura).
        2-Disinfettare bene le lame con alcool.
        3-Tagliare il ramo un pochino SOPRA il punto di attaccatura del keiki.
        4-Dopo tagliare un pochino SOTTO detto punto, così stacchi il keiki.
        5-Per essere sicuri di evitare infezioni puoi trattare le due ferite con prodotti antifungini (contro i funghi), li trovi dal vivaista e chiedi a lui.
        6-Mettere a dimora il keiki nel nuovo vaso.
        Spero di esserti stato utile, se invece hai altri dubbi chiedi pure. Ciao!

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    4. Aiutoooo!! Ho una piccola phalenopsis e stava x far nascere una nuova fogliolina ma nn so perchè adesso la punta della fogliolina è diventata nera, sottile e molliccia. Cosa devo fare???

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      1. Secondo quanto dici, probabilmente hai usato troppo acqua, che si è fermata nell'incavo delle foglie. Se l'acqua ristagna lì per troppo tempo può far marcire le foglie, e/o causare anche malattie da fungo.

        Quando annaffi cerca di bagnare solo il substrato, e non nebulizzare troppo le foglie (sempre se lo fai). Cerca anche di farle prendere un paio d'ore di sole al mattino (non di più, sennò bruci le foglie), in modo da far asciugare un po' l'umidità. Se l'incavo si bagna, per pioggia o irrigazione, asciugalo delicatamente appoggiando sopra uno scottex.

        Se vedi che anche così tutta la foglia diventa nera, o peggio cominciano a diventare nere anche le altre, porta la pianta in un negozio specializzato per vedere se ti consigliano qualche trattamento.

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    5. Ciao.Non ho proprio il pollice verde,ma quando l'ho notata ad Agosto al supermercato con i suoi due lunghissimi steli pieni di fiori è stato amore a prima vista. Ho seguito le informazioni che mi sembravano più idonee per la sua cura trovate nel web,l'ho messa vicino ad una finestra esposta a sud ,annaffiata per immersione ogni settimana (nel vaso trasparente ci sono solo pezzi di corteccia e qualche piccolo pezzettino di spugna) con l'acqua minerale da bere Sant'Anna (quasi zero sodio e pochissimi minerali,la mia acqua del rubinetto è molto dura e ha molto cloro) e concimata una sola volta. Ultimamente spruzzo solo le radici da sopra perché sono sempre piuttosto verdi,l'acqua comunque cola giù nel vaso,ma nel sottovaso non ho messo nulla,le foglie sono belle sode e verdi e i boccioli sono sfioriti da un paio di settimane,sto' facendo bene? Perché oggi ho notato i primi fiori,quelli più grandi, che stanno appassendo....credevo durassero di più. Abito al nord e comincia a fare fresco è forse per questo? Ora in casa ho 20 gradi,in pieno inverno vanno dai 16 delle prime ore del mattino ai 21 del pomeriggio (scaldo con la stufa a pellet in un'altra stanza) mentre in piena estate sono al massimo 25 anche perché oltre mio marito accende il clima,anche questo nella camera di fianco. Non l'ho mai spostata da lì. Ora seguirò i tuoi consigli sulla potatura e quanto altro cortesemente vorrai dirmi. Grazie da Mariella.

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    6. Ciao Mariella, grazie per aver letto il mio blog. Molti dei tuoi quesiti sono già spiegati nei miei post, comunque ti rispondo con ordine.
      - Finestra: ricorda che le phalaenopsis non vanno mai esposte a luce diretta, al massimo un pochino al primo mattino o tardo pomeriggio. Assolutamente, non devono prendere luce attraverso i vetri delle finestre: l'effetto lente porterebbe a bruciature sulle foglie.
      - Clima: le tue temperature invernali casalinghe vanno benissimo. In estate, tieni presente che tali orchidee sono originarie dei climi caldi ed umidi: l'aria condizionata, che deumidifica e crea anche correnti fredde in casa, non è molto salutare. Infatti se ci fai caso le orchidee vengono spesso coltivate in serra calda... Non hai la possibilità di tenerla all'esterno (all'ombra, ovviamente)?
      - Irrigazione: l'immersione va bene in estate e all'aperto, quando l'evaporazione è maggiore. In casa, e specie d'inverno con le finestre chiuse (anche d'estate, se si usa il climatizzatore, le finestre sono chiuse) l'evaporazione è minore ed è meglio usare lo spruzzino. I ristagni d'acqua nel substrato sono dannosi.
      - Fiori: se l'hai comprata fiorita in agosto è assolutamente normale che in ottobre, tra l'altro con i primi freddi, sfiorisca.
      - Acqua: quella minerale non va bene. Come puoi leggere anche nel post, ho già spiegato che i sali disciolti ed il calcare sono dannosi per le radici. Come dice il nome stesso, "minerale" significa che contiene sali minerali. Meglio usare sempre acqua demineralizzata, e saltuariamente acqua normale. Se riesci a raccogliere acqua piovana sarebbe il massimo, per questa pianta. Quando prelevi acqua dal rubinetto, lasciala riposare (aperta, non chiusa da un tappo) per un giorno o due in modo che il cloro disciolto evapori.
      Spero di esserti stato utile. Ciao,
      Gian

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      1. Grazie Gian per la veloce risposta e i tuoi chiari consigli. Mariella.

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    7. Buongiorno! Prima di tutto volevo dire che questo post l'ho trovato estremamente interessante ed utile, ma ho un paio di domande... Ho una Phalaenopsis da marzo che dopo un mesetto ha iniziato a sfiorire, dopo di chè ha messo un'altra foglia ma con mia sorpresa una settimana fa ha iniziato a creare un nuovo stelo floreale (il precedente era completametne seccato fino alla base). Quando sarà cresciuto so che dovrò mettere un tutore, ma ho il timore di danneggiare le radici nell'infilarlo dato che ne ha molte. C'è una procedura per farlo in maniera corretta? Inoltre ho notato una strana anomalia sulal foglia più giovane (che ormai ha raggiunto una ventina di centimetri): nella pagina inferiore della foglia si è creata uan sorta di "bolla" trasparente, piccola, ma dove c'è lei la foglia è diventata appunto"trasparente". Semrba stabile, in diversi giorni non è cambiata e il resto della foglia appare in salute e non ha altri segni particolari. Di cosa può trattarsi?

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      1. Buongiorno e grazie per aver letto il blog.

        Tutori: purtroppo se si infila un tutore nel substrato, nel groviglio tra bark e radici, lo si fa più o meno "al buio". L'unica procedura in questo caso è infilare piano mentre si arriva in profondità, procedere poco alla volta e fare attenzione. L'unico sistema sicuro sarebbe mettere il tutore quando si rinvasa e le radici sono nude.

        Macchia: l'unica cosa che mi sembra corrispondere alla tua descrizione è un fungo, la cercospora. Tieni presente che però ci sono decine di possibili infezioni da funghi, batteri e virus, e qualcuna potrebbe sfuggirci.

        Ciao,

        Gian

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    8. Complimenti per l'illuminante post !
      Ti faccio una domanda sulle foglie.
      Ho l'orchidea già da un anno e ho completato con successo una seconda fioritura dopo una leggera potatura.
      Credo quindi che la pianta sia in salute.
      MI preoccupa però il fatto che le foglie tendano a spaccarsi e ora comincino a seccarsi ai bordi. Alcune sono inoltre di un verde sbiadito, tendente al giallino.
      Hai qualche suggerimento ?
      Grazie.

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      1. Ciao e grazie per i complimenti.

        La spaccatura delle foglie (in senso verticale, suppongo anche per te) è un caso abbastanza comune. Sinceramente non conosco la causa precisa: secondo me è per la scarsa umidità ambientale e/o irrigazione. Anni fa, quando presi la prima orchidea, che era "di seconda mano" e messa male, c'era anche una foglia spaccata per il lungo. Mi sono informato in giro ma, a parte non aver mai trovato una risposta precisa, il commento generale era di non preoccuparsi. Difatti quell'orchidea ce l'ho ancora e sta bene. Ultimamente mi è capitato ancora, ma ancora sembra tutto normale quindi direi di non preoccuparti.

        Il colore sbiadito può essere dovuto a tante cause. La più semplice è la troppa luce diretta, unita ad eccessivo calore, che spiegherebbe anche un po' le seccature ai bordi. Ci sono poi malattie e parassiti che danno effetti simili, ma dovresti farla vedere a qualcuno per dare un giudizio. Se la tieni troppo vicino a finestre e/o termosifoni spostala subito. Guarda anche le radici, che se sono sofferenti o cominciano a marcire possono essere segno di malattie.

        Ciao e in bocca al lupo,
        Gian

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    9. Buonasera, vorrei approfittare del suo interessante blog per chiedere una parere ad un esperto. Da un paio d'anni ho quattro phalenopsis bellissime e finora tutte belle sane. Da qualche mese ho dovuto rinvasarne due in seguito ad una caduta (un violento temporale ha aperto le finestre d'improvviso facendo cadere i vasi purtroppo). Dopo il rinvaso ho spettato un po' per vedere se fosse solo il cambiamento ad averle un po' abbattute, ma poi una ha perso tutte le foglie e mi sono accorta che le radici non sono cresciute nel nuovo substrato, mentre l'altra dopo una prima ripresa (aveva emesso una nuova foglia e un nuovo stelo con boccioli) ha interrotto la crescita della nuova foglia e le altre foglie sono diventate rugose e molli con delle piccole bolle bianche su qualcuna; mentre lo stelo è addirittura seccato e i boccioli sono morti.
      Sono molto dispiaciuta per queste piante, non vorrei che stessero per morire.
      Spero che lei mi possa aiutare. Grazie in anticipo.
      Gaia

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      Risposte
      1. Buongiorno e grazie per aver visitato il blog.

        Se un'orchidea ha perso tutte le foglie e le radici non crescono (quindi lei sta tenendo in vaso un moncone?), mentre all'altra stanno marcendo tutte e le si sono seccati stelo e boccioli, direi che lei ha avuto una giusta intuizione: stanno per morire. Le consiglio però di farle vedere ad un vivaista esperto, magari potrei anche sbagliarmi nel fare una diagnosi così a distanza.

        Gianluca

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