1 agosto 2012

Come preparare il vaso per l'orchidea Phalaenopsis: informazioni pratiche e consigli utili

Ho già parlato del mantenimento e delle caratteristiche dell'Orchidea Phalaenopsis, ora vediamo come preparare un vaso quando la dovete rinvasare e come ottenere una composizione gradevole anche esteticamente.

  1. Cercate un vaso in plastica trasparente: come già detto la trasparenza permette alle radici la funzione clorofilliana, ed a voi di controllare il grado di umidità del substrato.
  2. Il vaso deve avere sul fondo i fori di drenaggio: questa non è una cosa così scontata in quanto ho constatato che questo tipo di vaso, considerato solo ornamentale e non funzionale, spesso non li ha. Non credete al venditore quando vi dice che i fori non servono per le phalaenopsis, ricordate che queste piante amano l'umidità ambientale ma non i ristagni.
  3. Se il vaso non ha i fori non preoccupatevi, li potete fare voi con un trapano facendo sempre attenzione a non farvi male visto che la superficie plastica è scivolosa ed è potenziale causa di incidenti. Se non siete bravi in lavori manuali cercate qualcuno più esperto che lo faccia per voi (potete chiederlo anche al vivaista da cui comprate il vaso, a volte vi fanno questa cortesia: ad esempio quello dove vado più spesso me lo aveva proposto, anche se poi ho preferito farli personalmente). Fate i fori nella zona centrale del fondo, posizionandoli in modo regolare: uno schema efficace è di fare 6-8 fori disposti in cerchio lungo una circonferenza a metà tra il centro del fondo ed il suo bordo esterno. Non esagerate con le dimensioni dei fori, 6 mm di diametro massimo vanno bene. Una volta fatti i fori eliminate le bave taglienti (pericolose per voi e per le radici) dai bordi dei fori e rifiniteli smussandoli con carta vetrata.
  4. Cercate dei sassi piccoli di tipo ornamentale (nei vivai e nella grande distribuzione li trovate facilmente). Sono sassi normali, lisci e di vari colori e materiale. Lavateli con cura e possibilmente disinfettateli.
  5. Fate uno strato drenante con questi sassi sul fondo del vaso. Questo strato deve essere abbastanza spesso, indicativamente 2 dita (circa 3 cm). Ora vi spiego i vantaggi di uno strato drenante di questo tipo:
  • È bello esteticamente, simulando una specie di fondo di torrente.
  • Permette ovviamente all'acqua di irrigazione in eccesso di sgrondare facilmente.
  • Fornisce una base di appoggio asciutta per quelle radici che dovessero toccare il fondo.
  • Lo spessore dello strato, unito alla disposizione dei fori spiegata al punto 3, permette che dopo lo sgrondo una minima quantità d'acqua si mantenga al di sotto dello strato ghiaioso stesso (non in contatto con substrato e pianta): in questo modo le radici avranno un'ulteriore apporto d'acqua per evaporazione e senza ristagno.

Oltre al vaso dovrete provvedere anche al sottovaso. Nel caso dell'orchidea phalaenopsis questo accessorio dovrà essere di dimensioni molto grandi, indicativamente, una volta posto il vaso al centro del suo sottovaso, dovrà rimanere uno spazio vuoto intorno di circa 7-8 cm. Lo spazio non deve essere lasciato vuoto ma andrà riempito con sassolini di argilla espansa: questo materiale assorbe bene l'umidità, quindi ha il doppio vantaggio di limitare la fuoriuscita dell'acqua in eccesso dal sottovaso quando annaffiate (data la conformazione di vaso e substrato della phalaenopsis questo eccesso è molto maggiore che nel caso di piante coltivate in terriccio normale) e, una volta impregnato di liquido, di rilasciare regolarmente umidità intorno alle foglie per evaporazione. Prima posizionate il vaso e solo dopo mettete l'argilla espansa nello spazio vuoto rimanente: non appoggiate il vaso sopra i sassolini, per evidenti motivi di stabilità.