29 ottobre 2012

ISOLA DI MAN: CREGNEASH, LA FATTORIA AL TEMPO DI GUERRA


Cregneash è un piccolo villaggio che si trova nella parte meridionale dell'Isola di Man.
Questo è un luogo particolare in quanto è gestito dal Manx National Heritage (Patrimonio Nazionale di Man), organismo governativo che si occupa di preservare monumenti e tradizioni dell'Isola. Cregneash, oltre ad essere un vero villaggio, è usato come "museo vivente" per mostrare ai visitatori la vita ed il lavoro come si svolgevano in passato nelle zone rurali. Nei viaggi bisogna anche avere fortuna ed infatti, nel giorno in cui avevo programmato la mia visita al villaggio, si svolgeva un'interessante iniziativa chiamata The Island At War (L'Isola In Guerra), rievocazione della vita quotidiana durante la II Guerra Mondiale: quindi gli abitanti indossavano vestiti stile anni '40, mentre per tutto il villaggio erano in mostra oggetti d'epoca ed erano eseguiti lavori con le attrezzature del tempo. Un'esperienza davvero bellissima ed istruttiva vissuta in un ambiente quasi fiabesco e fuori dal tempo, che descrive una vita diversa da quella caotica ed industriale a cui siamo abituati, e che ho cercato di documentare con le foto seguenti.



All'ingresso del villaggio una tipica lavagna (blackboard) da pub illustra il tema della giornata: Dig For Victory (Scavate Per La Vittoria) era uno dei più famosi slogan della propaganda Britannica durante la II Guerra Mondiale, pensato per spingere agricoltori e gente comune a coltivare il più possibile così da contribuire alla difficile economia di guerra. Ricordo qui che sebbene l'Isola di Man sia da secoli uno stato indipendente la responsabilità della sua difesa militare durante l'ultimo conflitto mondiale ricadeva, come ricade ora, sulla Gran Bretagna, privilegio ripagato versando apposite tasse.



Panorama dall'alto del piccolo villaggio di Cregneash.



In queste immagini alcune vedute di Cregneash e dei suoi incantevoli dintorni.







A questo tavolo si svolgeva la dimostrazione sulla produzione casalinga di burro e della sua confezione in pani.



Niente gas nelle fattorie degli anni '40, solo legna o carbone. Con questa combinazione di cucina economica più forno dell'epoca, ancora perfettamente funzionante, una signora del villaggio prepara alcuni cibi: nel bricco bolle l'acqua per il tè, nel pentolino appassisce la cipolla per uno stufato, e nel forno cuoce un dolce. Davanti ed ai lati si vede la spartana attrezzatura domestica di quei tempi: i ferri da stiro a brace, la spazzola per la pulizia dei focolari, i vari attizzatoi e pinze per la cura del fuoco. 



Alcuni bei maiali, con le classiche code a cavatappi, grufolano liberamente in mezzo al fango in una fattoria. A differenza di quanto succede da noi in Italia, nelle Isole Britanniche l'allevamento nella bella stagione è per la grande maggioranza effettuato all'aperto, a pascolo libero, con conseguente miglioramento della vita degli animali e della qualità dei prodotti derivati.




Uomini che mostrano la raccolta manuale del grano mietuto.



 
Trebbiatura meccanica vecchio stile, che si svolgeva collegando la macchina trebbiatrice con un trattore per fornirle la forza motrice tramite una cinghia.



Un altro tipo di trebbiatrice meccanica che, come dice la didascalia sulla tavola di legno, originariamente traeva la forza motrice da un cavallo ed in seguito è stata convertita all'alimentazione a motore.



 Un bel cavallo fa capolino dalla staccionata del suo pascolo.



A Cregneash si spiega anche la mungitura in modo pratico: per evitare di tormentare veri animali con mani inesperte è stata approntata una finta mucca in legno con mammelle in gomma, a disposizione dei visitatori desiderosi di imparare questa fondamentale tecnica contadina.



Sotto questa tenda sono curiosamente riuniti la mostra di alcuni furetti e quella della manifattura delle reti. Queste ultime erano intessute in tempo reale da un signore che insegnava la tecnica a chi la voleva imparare, e che vendeva borse per la spesa fatte appunto con le sue reti.



Una famiglia di tipiche pecore Loghtan, la razza indigena dell'Isola di Man, alle quali ho già dedicato un articolo qui.



Lo scopo del motto Dig For Victory era di spingere la popolazione a coltivare al meglio tutto lo spazio disponibile, che fosse in campagna oppure in un giardino in città: chi riusciva a provvedere, in tempo di guerra, alla propria autosufficienza alimentare (in tutto o in parte) contribuiva attivamente all'economia bellica perché derrate preziose potevano venire utilizzate per i soldati al fronte o per gli altri cittadini in patria. In più, chi aveva la fortuna di possedere un pezzo di terra e degli animali poteva integrare le magre porzioni dei generi di prima necessità (latte, pane, burro, uova) imposte dal razionamento bellico. In questa immagine un foltissimo orto di Cregneash dà l'idea di come dovevano essere sfruttati al massimo gli orti casalinghi (kitchen gardens) all'epoca della II Guerra Mondiale.



Questa simpatica signora, che tra l'altro mi ha fornito preziose informazioni su alcune piante autoctone, lavora nel suo orto vestita alla maniera delle lavoratrici al tempo della II Guerra Mondiale. Indirizzo la vostra attenzione sulla cuffia, formata usando un foulard o fazzoletto grande, che non era solo un vezzo estetico degli anni '40 ma un vero e proprio accessorio di sicurezza (obbligatorio in fabbrica e fortemente raccomandato in tutte le altre attività), e che serviva ad impedire che i lunghi capelli delle donne potessero impigliarsi in macchinari ed attrezzi causando infortuni. La cosa era presa molto seriamente, tanto che venivano affissi appositi manifesti di propaganda al riguardo.



 Uno scorcio di un altro lussureggiante orto a Cregneash, racchiuso nel tipico muretto a secco delle Isole Britanniche.



Pollame (poultry) ruspante (free range) razzola liberamente nel cortile di un cottage (casa di campagna) a Cregneash.




Davanti a questo bel cottage in pietra sono messi in mostra alcuni macchinari per la lavorazione del grano ed una pompa per l'acqua, che un abitante del villaggio, anche lui in abiti anni '40, mette in moto per i visitatori. Come tanti attrezzi agricoli meccanici dell'epoca anche questi non hanno propulsione autonoma ma ricevono il movimento tramite un sistema di cinghie e pulegge azionate da motori esterni, come quelli dei trattori o (in questo caso) motorini a benzina trasportabili. Questa soluzione permetteva, mancando il motore, di avere macchinari più leggeri, semplici ed economici; d'altra parte lo svantaggio era che si avevano limitate fonti di energia per il movimento, che dovevano essere divise tra le molte macchine di una fattoria.




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