3 giugno 2015

Come coltivare la Kalanchoe blossfeldiana

La kalanchoe nel giardinaggio consigli per la coltivazione
Kalanchoe blossfeldiana.
CLASSIFICAZIONE
Regno: Plantae (Piante)
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Rosidae
Ordine: Rosales
Famiglia: Crassulaceae
Genere: Kalanchoe
Specie: Kalanchoe blossfeldiana

Al genere Kalanchoe, originario delle zone tropicali di Africa ed Asia, appartengono moltissime specie. In Italia la Kalanchoe blossfeldiana è sicuramente la più diffusa, essendo la classica "pianta da supermercato", che trovate in vendita sugli scaffali ed in regalo alle casse in ogni stagione dell'anno. Come praticamente tutte le Crassulaceae è abbastanza facile da coltivare, sia in giardino che in casa. È potenzialmente sensibile e delicata, ma al tempo stesso molto forte ed ostinata nel sopravvivere alle avversità. Vediamo i principali consigli di coltivazione, come sempre testati sul campo.

Coltivare la kalanchoe in appartamento
Kalanchoe blossfeldiana: particolare delle foglie.
TERRENO. Cominciamo col dire che, documentandosi, è impossibile trovare dati concordi sull'acidità ottimale del terreno per la K. blossfeldiana. I valori di pH oscillano tra 5.0 e 7.5: un classico caso di "informazione da giardinaggio". Per la mia esperienza direi che va bene un terreno leggermente acido (6.0-6.5), ma questa pianta si adatta bene a substrati diversi sia come composizione che come drenaggio

Negli ormai molti anni in cui ho coltivato la K. blossfeldiana ho provato molte varianti, terricci universali, da cactacee, non drenati, molto drenati, con piante adulte e giovani, ed in tutti i casi non ha mai mostrato problemi di crescita o adattamento. Quindi un normale terriccio universale andrà benissimo, ma consiglio comunque un buon drenaggio sia preparando il fondo del vaso, sia mescolando inerti (sabbia e/o lapilli e pomice di piccola pezzatura) al terriccio. Tenete presente che la K. blossfeldiana è sì una succulenta ma non è un cactus: ha bisogno di un terreno abbastanza nutriente, quindi non esagerate con gli inerti. Una proporzione di circa 3:1 (3 parti di terriccio ed 1 di inerti) è più che sufficiente. Se usate terriccio per cactacee non dovrete aggiungere niente, anche se consiglio comunque di usare la mescola con terriccio universale.

VASO. Come sempre la terracotta è il materiale migliore. Per i soliti motivi di peso sui balconi, per chi abita in appartamento e ha molte piante la plastica è il materiale (purtroppo) consigliato.


ESPOSIZIONE. Si legge da più fonti che questa è una pianta da pieno sole o da sole parziale. Ma la K. blossfeldiana è invece una pianta da ombra luminosa, che richiede al massimo un paio d'ore di sole mattutino. A dire il vero anche mettendola in pieno sole non subisce danni esterni come le bruciature, ma patisce un considerevole blocco dello sviluppo, che si risolve quando la pianta viene riposizionata all'ombra. Sono osservazioni tratte dalla mia pratica, riguardanti periodi di tempo non superiori ai 30 giorni di sole pieno: non ho dati per periodi più prolungati. 


TEMPERATURA. L'intervallo teorico ideale sarebbe dai 15°C ai 22°C. In realtà questa pianta sopporta senza problemi temperature molto superiori, anche sui 35°C o più, sempre che la si tenga all'ombra e irrigata adeguatamente. Sopporta bene anche temperature inferiori alla minima teorica, ma ho notato gli esemplari molto giovani soffrono più il freddo di quelli adulti. Perciò quando la temperatura esterna si attesta stabilmente su valori al di sotto dei 10°C-12°C è meglio ritirare le piante all'interno.


IRRIGAZIONE. La K. blossfeldiana è una succulenta, perciò sopporta bene periodi di siccità ed è una pianta adatta ad essere lasciata sola senza problemi nei periodi di vacanza. Allo stesso tempo non è una pianta "estrema" come altre dello stesso tipo (ad esempio agavi e cactus). Ha bisogno di maggior nutrimento e quindi i periodi a secco non devono essere troppo prolungati. 

Il consiglio è quello di irrigare bene e completamente il terreno, di farlo asciugare completamente prima della successiva irrigazione e di evitare ristagni idrici che possono essere molto dannosi. Tenete comunque sempre presente questi fattori: 

- In un vaso di plastica il substrato rimane umido più a lungo che in uno di terracotta. 
- Un terriccio mescolato ad inerti trattiene meno umidità che un terriccio semplice.
- In un vaso tenuto all'ombra l'evaporazione è minore che in uno tenuto al sole. 

Come detto all'inizio del paragrafo, se vi dimenticate la vostra Kalanchoe per un po' non subirà danni. Se la mancanza d'acqua diventa prolungata, un primo segnale è l'aumento delle foglie che ingialliscono e si seccano, con un effetto simile a quello che si avrebbe con l'attacco di una malattia e che si bloccherà non appena verrà ripristinata la corretta fornitura d'acqua.


FIORITURA. Un tasto dolente. La K. blossfeldiana viene sempre venduta fiorita (è una delle più diffuse ed economiche piante da regalo) ma purtroppo, una volta persi i fiori, sarà molto difficile per voi rivederne altri. Questa è una pianta brevidiurna, cioè ha bisogno di molte ore di oscurità (anche 16 o più) per stimolare la produzione dei fiori, condizione molto difficile da ottenere naturalmente. 

I vivaisti riescono ad ottenere la fioritura con un sistema chiamato forzatura, cioè tengono la pianta al buio per determinati periodi così da "obbligarla" a fiorire, un sistema innaturale che accorcia la vita della K. blossfeldiana. Il mio consiglio perciò è quello di lasciare in pace la vostra pianta ed accontentarvi delle foglie, che sono comunque molto belle e che, se prestate le giuste attenzioni, possono formare chiome molto folte e decorative.


MOLTIPLICAZIONE. Può avvenire in due modi: per seme e per talea. Tralascio l'argomento semina, anche se non è particolarmente difficile, dato che non l'ho mai praticata e dato che il sistema delle talee è più semplice e breve da eseguire, stimolante come possibilità e sicuro come risultati. Come accennato in altri post la talea è un pezzo di pianta che, interrato, genera radici e dà vita ad una nuova pianta completa. La moltiplicazione per talea genera piante geneticamente identiche a quella da cui le si è prelevate (la cosiddetta pianta madre), mentre quella per semina che dà origine a piante geneticamente diverse dalla genitrice. 

Non tutte le piante possono moltiplicarsi per talea. Le succulente in genere, e quindi anche le Crassulaceae, hanno questa sorprendente capacità. In particolare la K. blossfeldiana (come praticamente la totalità delle Crassulaceae) può fornire talee da ogni parte della pianta: potete piantare un pezzo completo, tagliando il fusto, così come una foglia e addirittura un pezzo di foglia (sempre ovviamente avendo l'accortezza di interrare la parte con il taglio). Ci sono addirittura specie di Crassulaceae, come la Crassula helmsii, che a causa di questa loro caratteristica e di una spiccata vitalità sono pericolose infestanti, e possono moltiplicarsi anche da frammenti di pianta trasportati dalle suole delle scarpe. 

In teoria viene insegnato che una talea di K. blossfeldiana, una volta prelevata, dovrebbe essere lasciata riposare per un periodo che va dai 2 ai 7 giorni (per fare asciugare la ferita). Fatto questo, il taglio deve essere trattato con ormoni della crescita (per vegetali, non per esseri umani). Infine dovrebbe essere piantata in una composta di torba e sabbia, o in una miscela per cactacee e sabbia, con il vaso avvolto in un telo di plastica per mantenere calore e umidità. Un processo decisamente macchinoso. In realtà le Crassulaceae hanno una vitalità tale che, in pratica, vi basta piantare la talea (anche senza far seccare il taglio) in terriccio universale, mantenerlo sempre leggermente umido ed in ombra (ma non al buio). Vedrete che si manterrà benissimo e senza problemi. Una volta che la talea ha emesso radici, e che ha ripreso la crescita regolare, la potrete trattare come una normale pianta adulta.


Consigli di giardinaggio come coltivare la kalanchoe
Kalanchoe blossfeldiana di circa un anno di età, ottenuta da una talea di pochi centimetri senza usare ormoni della crescita e accorgimenti particolari.
PARASSITI E MALATTIE. Molte malattie sono dovute a funghi, ad esempio: 

- Il marciume basale, quando a causa di eccessivo ristagno idrico nel substrato si sviluppa un fungo che fa marcire i fusti alla base fino al distacco.
- L'oidio, che causa zone necrotiche ricoperte di polverina bianca su foglie e fiori.
- La ruggine, macchie  ed escrescenze color ruggine sulle foglie.
- Il botrytis, che causa zone ricoperte da muffa grigiastra sulle foglie. 

Altre sono causate da batteri, come marciumi batterici o tumori. Comunque, specie in appartamento e terrazzo, dovrete preoccuparvi principalmente di evitare i ristagni idrici (irrigazioni troppo frequenti e abbondanti) per prevenire le infezioni fungine, in special modo quella che causa il marciume basale. 

Il maggiore problema è rappresentato dai parassiti, in special modo cocciniglie e afidi. La K. blossfeldiana è un piatto davvero succulento per questi esseri, e la disinfestazione con metodi naturali diventa difficile perché (specie nel caso degli afidi) la riproduzione è velocissima e perniciosa. Anche se la pianta viene completamente ripulita a mano, con alcool e docce con acqua, ricompaiono apparentemente dal nulla

Se volete usare prodotti chimici potete farlo, anche se ve lo sconsiglio per la loro velenosità e pericolosità. Se invece volete usare metodi più naturali, potete tentare queste soluzioni: 

disinfestazione manuale (che dovrà essere ripetuta periodicamente).
- tenere la pianta in casa almeno fino alla fine di giugno (per prevenire l'attacco dei parassiti).
- piantare periodicamente degli spicchi d'aglio nel terreno. 

Quest'ultima soluzione, che è preventiva sia per parassiti che per funghi, è un esperimento che ho condotto per un certo periodo e che sembra funzionare: infatti l'unica pianta che non ho trattato in questo modo è stata l'unica ad essere attaccata dagli afidi. L'aglio contiene sostanze antifungine ed antiparassitarie, che grazie al disfacimento nel substrato si diffondono e vengono assorbite dalla pianta attraverso le radici. Prima di essere piantati, gli spicchi essi vanno tagliati a metà per estrarne il germoglio, che altrimenti porterebbe alla nascita di una pianta d'aglio. Perché sia efficace, questo trattamento deve iniziare almeno un paio di mesi prima della messa all'esterno della pianta, affinché le sostanze utili possano venire assorbite nella quantità necessaria. Ricordo anche che l'aglio è un ottimo concime naturale.