2 novembre 2013

VALDAGNO: FESTA D'AUTUNNO 2013 - 3° giorno (1 novembre)

Piazza del Municipio con il mercatino delle associazioni di volontariato.

In questi primi giorni della Festa d'Autunno, Valdagno è stata una città double face: cielo limpido e sole al mattino, nuvole e cielo grigio al pomeriggio. Ovviamente non è colpa della città, ma del bizzarro autunno del 2013. Ho trovato una certa similitudine tra il clima attuale e la fotografia, che si può esprimere sia con l'allegria del colore, sia con la malinconia del bianco e nero.

Oggi primo novembre è festa, così dopo una mattinata di lavoro sui nostri reportage io e Giovy ci concediamo una pausa di sano edonismo nella frazione di Castelvecchio, meta di gite e vacanze del territorio, che si trova a pochi minuti di macchina dal centro di Valdagno a circa 800 metri di quota. Dopo una passeggiata, allietata dalle evoluzione dei piloti di parapendio che frequentano la zona, pranziamo all'Albergo Alpestre. Questo è un ritrovo storico, aperto fin dall'inizio del XX secolo, famoso per la sua cucina casalinga tradizionale. Difatti le portate che scegliamo sono un po' gli emblemi della gastronomia valdagnese: gnocchi con la fioretta, bigoli con l'arna, bacalà alla vicentina con polenta.

La fioretta è in pratica siero di latte, lo scarto della preparazione di formaggio e ricotta cha affiora in superficie (da qui il nome). Questo viene amalgamato con farina per farne dei gnocchi, che vengono poi bolliti e conditi con burro fuso e formaggio. Il burro può venire aromatizzato con salvia, oppure con lardo o pancetta. Mi hanno raccontato che esiste anche un antico metodo di condimento, in uso sopratutto nella vicina Recoaro, che prevede zucchero e cannella. Gli gnocchi con la fioretta sono il piatto tipico della Valle dell'Agno: Valdagno e Recoaro sono gli unici posti dove si possono gustare nella maniera tradizionale. Buongustai, siete avvisati e non avete scuse.

L'arna non è altro che il nome dialettale dell'anatra, che viene preparata in un ragù senza pomodoro. I bigoli sono una pasta lunga, simili a grossi spaghetti: rigorosamente fatti a mano, sono trafilati col classico torcio [torchio]. Anche questo è un piatto tipico del territorio.

Il bacalà alla vicentina non credo abbia bisogno di presentazioni. Viene preparato utilizzando lo stoccafisso e non il quasi omonimo baccalà sotto sale. Il pesce deve essere prima "pestato", cioè battuto violentemente sopra una tavola o contro il muro per spaccare le fibre della carne ed intenerirla. Poi viene ammollato in acqua, solitamente per un giorno intero, dopodiché viene cotto. La cottura, che deve essere lenta, viene fatta in olio e latte insaporiti con cipolla, aglio e prezzemolo. A questo proposito, tra gli estimatori del bacalà esiste una diversità di vedute: c'è chi ammette l'uso del latte e chi invece no. In ogni caso, un piatto davvero ottimo che non si può non assaggiare se si visitano queste zone.

Genitori e bambini tra le giostre di Piazza Dante.

Dopo pranzo è ora di tornare al lavoro e torniamo a Valdagno. Nonostante sia pomeriggio presto genitori e bambini affollano già le giostre del Luna Park, distribuite tra Corso Italia, l'adiacente Piazza Dante, e Piazza Roma. Io invece, sempre in cerca di qualcosa di particolare da raccontare, grazie a Giovy scopro un vero bunker della Prima Guerra Mondiale, utilizzato anche nella Seconda, che si trova proprio nel centro cittadino. Vado poi alla scoperta di Villa Serena, casa di riposo per anziani che in origine era una villa dei Marzotto, circondata da un bellissimo parco che è pubblico e può essere usato da tutti i cittadini. Un intelligente esempio di integrazione strutturale ed umana. La mia compagna Giovy è originaria di Valdagno, e perciò ogni due passi si incontrano amici e conoscenti: tra questi Giulio Centomo, uno dei fondatori della locale Radio Eureka, che ci invita nella sua sede per conoscere e fotografare tutta la redazione. Radio Eureka segue, come noi, tutta la Festa d'Autunno con programmi ed interviste.

I ragazzi della locale Radio Eureka nella loro sede.

Di ritorno alla tensostruttra in Piazza del Mercato (detta Piazza del Campanile) trovo una numerosissima folla accorsa alla Festa, folla che man mano che scende la sera aumenta costantemente. È praticamente impossibile sedersi, e le file ai vari stand gastronomici si allungano: ma sono "inconvenienti" che fanno piacere, visto che significano grande partecipazione di cittadinanza e pubblico esterno. La giornata si avvia verso il suo apice, tra mangiate in compagnia e risate allietate da un bicchiere di torbolino (per gli amici turbinello), vino bianco novello che scorre a fiumi facendo a gara con la birra spillata dagli amici tedeschi di Prien. La colonna sonora è affidata prima alla tecnologica musica del DJ Andrea Centofante, poi al più ruspante blues degli August 'n' Blues, gruppo composto da bravissimi musicisti locali che mette il sigillo finale a questa terza riuscitissima giornata della Festa d'Autunno.

Il gruppo degli August 'n' Blues.