16 giugno 2015

Introduzione alla semina

Come seminare le vostre piante nel giardinaggio

Per un giardiniere appassionato la semina è una cosa fondamentale. Poter coltivare le proprie piante partendo dall'inizio, piuttosto che comprarle già pronte, è una soddisfazione unica. Seminare è apparentemente semplice ma chi ha provato sa che le cose non vanno sempre lisce. A volte non spunta niente, a volte nascono piante stentate che muoiono poco dopo. Questo perché anche la semina ha regole e sistemi che vanno seguiti, pena lo spreco di tempo e la delusione. Di seguito vi darò alcuni suggerimenti pratici sull'argomento.

Per cominciare, tenete presente che ci sono piante molto facili da coltivare partendo dal seme (tipo il basilico o la calendula) e piante molto difficoltose (tipo il litchis, cioè la pianta dei cosiddetti occhi di drago). Ci sono piante che si sviluppano più lentamente di altre, quindi la coltivazione partendo da seme può non essere conveniente per voi in termini di tempo. Ci sono piante il cui seme ha bisogno di preparazioni particolari (come l'ammollo in acqua prima di metterlo in terra). Ci sono piante il cui seme va lasciato prima seccare, ed altre i cui semi vanno interrati appena estratti dal frutto. Poi entrano in gioco ulteriori variabili come illuminazione, umidità e temperatura. Queste sono tutte informazioni che è cura del giardiniere conoscere.

Un'importante caratteristica del seme è la sua dimensione, che in genere determina la profondità a cui va interrato. Molte semine falliscono unicamente perché il seme è stato seppellito troppo o troppo poco.

Un seme per svilupparsi ha bisogno di umidità e di un certo calore, fattori che permettono al suo involucro di deteriorarsi, per liberare il germoglio e fornirgli le prime sostanze nutritive. Perciò le semine a volte non riescono per l'errato tasso di umidità o per la temperatura sbagliata.

Ci sono semi molto piccoli (ad esempio fragole, pomodori, prezzemolo), semi di medie dimensioni (ad esempio zucca e pisello), semi grandi (ad esempio pesca e avocado) e bulbi (ad esempio aglio o narciso). Di regola, un seme piccolissimo va solo sparso sul terreno, mentre uno più grande o un bulbo vanno seppelliti ad una certa profondità, che dipende dalla specie e dalla dimensione. Come esempi dimostrativi: il prezzemolo (seme piccolissimo) va sparso sul terreno e solo rimescolato in superficie; il pisello (seme medio) va interrato a circa 1 cm; il seme di zucca (medio) va interrato per la sua lunghezza, lasciando anche leggermente fuori l'apice; il nocciolo di pesca (grande) va interrato fino a ricoprirlo; l'aglio (bulbo) va interrato a circa 5-6 cm; il narciso (bulbo) va interrato a circa 10-15 cm.

Dimensione, profondità ed umidità sono fattori collegati. Intuitivamente, un seme piccolissimo darà un germoglio altrettanto minuscolo, che se si trova troppo in profondità non avrà la forza di spuntare. Allo stesso tempo, le sue piccole dimensioni gli permettono, anche se in superficie, di essere costantemente umidificato. Al contrario un seme grande e/o dall'involucro molto spesso e duro (come quello di pesca) va seppellito, perché la terra lo avvolga e lo mantenga costantemente umido per permettergli di germogliare.