2 novembre 2012

ORCHIDEA PHALAENOPSIS: POTATURA


Ho già parlato qui del mantenimento dell'orchidea Phalaenopsis, ora affrontiamo l'importante e controverso argomento della potatura.

Importante perché da esso dipendono eventuali nuove fioriture, controverso perché cercando e chiedendo consigli si ricevono le risposte più disparate e contradditorie. Avete comprato o ricevuto in regalo una bella Phalaenopsis, ben curata e fiorita, ma dopo qualche tempo i fiori appassiscono, cadono e vi rimangono gli steli spogli. Che fare? Innanzitutto osserviamo questi ultimi: ad intervalli più o meno regolari sugli steli si trovano i cosiddetti nodi, zone di interruzione circondate da una sottile pellicola, e da questi possono nascere nuovi fiori, nuove ramificazioni di steli o nuove piante complete (keiki). Gli steli nascono dal fusto della pianta, cioè la zona da dove si dipartono le foglie. Detto questo, vediamo in dettaglio i vari aspetti della potatura.


Foto 1: stelo e nodi di Phalaenopsis.


POTATURA DEGLI STELI
Come accennato prima, siti web, libri, vivaisti ed amici vari danno i consigli più diversi su cosa fare una volta esaurita la fioritura. Chi dice di tagliare gli steli completamente, chi contando un prefissato numero di nodi a partire dal fusto o dal primo fiore, chi suggerisce di non fare niente. Chi ha ragione? I principi che stanno dietro al taglio di uno stelo sfiorito sono quelli di eliminare uno spreco di energia (il lungo stelo spoglio deve essere nutrito), di stimolare l'orchidea a produrne altri (per avere altri fiori per la propria riproduzione), di evitare di avere steli troppo lunghi, che necessitano di tutori per il sostegno e che sarebbero esteticamente brutti, e di avere fioriture più grandi e spettacolari. In questo caso il primo consiglio che posso darvi è quello di pensare che in natura non ci sono giardinieri che potano, una pianta è lasciata a sé stessa e sa cosa fare. In più la Phalaenopsis è abbastanza imprevedibile, specie nelle nostre condizioni di coltivazione che sono molto differenti da quelle naturali (temperatura, luce, substrato, umidità e crescita al chiuso), e non si può mai dire come risponderà ad un certo trattamento, e in quanto tempo. Ho visto tante di queste orchidee in vari appartamenti, con gli steli completamente tagliati, dalle quali non nasce più niente; così come ho visto la mia, non potata, buttare altre ramificazioni, fare fiori esattamente grandi come quelli precedenti e far nascere un nuovo stelo dal fusto. La cosa su cui dovete puntare l'attenzione è mantenere bene la vostra orchidea, con una corretta irrigazione, sufficiente illuminazione ed un buon substrato, piuttosto che potarla secondo presunte regole. Quindi riassumendo:
  • Una volta caduti i fiori non fate tagli drastici: non servono. Da uno stelo sfiorito possono nascere altri steli ed altri fiori, e forse una nuova pianta. Ovviamente lo svantaggio è che avrete steli più lunghi, da sostenere con adeguati tutori ed opportune legature; d'altra parte può essere una sfida ed una grande soddisfazione riuscire a coltivare una Phalaenopsis fino a farle raggiungere dimensioni ragguardevoli che stupiranno voi ed i visitatori delle vostre case.
  • Una volta sfiorito uno stelo può cominciare a seccare. In questo caso potate solo la parte secca, tagliando immediatamente sopra al primo nodo vivo disponibile: in altre parole quando lo potate uno stelo deve sempre finire con un nodo. Se tagliate anche il nodo, lasciando un pezzo di stelo "semplice", quello stelo ha molte più possibilità di ricominciare a seccarsi.
  • Dette queste semplici cose, lasciate fare alla vostra pianta e curatela come spiegato qui.
  • Se la vostra Phalaenopsis viene mantenuta bene vedrete che quasi sicuramente spunteranno altre ramificazioni dagli steli esistenti, e da queste nuovi fiori. Ovviamente si spera arriverà il momento in cui dal fusto della pianta nascerà un nuovo stelo: si può facilmente distinguere da una nuova radice (che a sua volta nasce nella stessa zona) dalla sua estremità appuntita e dai primi nodi che già si possono scorgere abbozzati quando il germoglio è lungo un paio di centimetri, in special modo quello che sta alla base. Quando nasce un nuovo stelo allora potrete anche potare quelli precedenti, specie se sono molto lunghi, in modo che il nutrimento e l'energia della pianta siano concentrati sul nuovo arrivo.
  • Quando potate completamente uno stelo non fatelo tagliandolo alla base vicino al fusto: lasciate almeno 2 o 3 nodi.

Foto 2: fusto e nuovo stelo.


POTATURA DELLE FOGLIE
L'orchidea Phalaenopsis non è una delle piante "tradizionali" a cui siamo abituati, possiede un numero limitato di foglie (in genere da 4 a 6) che sono anche l'unico organo di immagazzinamento dell'acqua. Non vanno quindi potate. Le foglie cadono naturalmente dopo un periodo di qualche anno (circa 2-3), a meno che non sorgano problemi come malattie, marciumi o bruciature che ne causano la perdita prematura. Una foglia va tagliata se si è costretti da questo tipo di avversità, per preservare l'integrità del resto della pianta, vicino al fusto ma senza intaccarlo.

POTATURA DELLE RADICI
Come già spiegato qui la Phalaenopsis è una pianta epifita: le radici sono gli organi che le permettono di nutrirsi, assorbendo l'umidità dall'atmosfera o dall'evaporazione del substrato. Le radici ovviamente crescono assieme all'orchidea ma mentre una pianta terricola le mantiene al di sotto del terreno un'epifita le sviluppa in ogni direzione, ed è quindi normale che fuoriescano dal vaso sviluppandosi verso l'alto. Perciò, come le foglie, anche le radici non vanno mai potate a meno che non si sia costretti da marciumi o malattie.

CONSIGLI GENERALI
Come al solito i consigli per la potatura sono di usare strumenti ben affilati (per fare tagli netti e non slabbrati), ben disinfettati (alla fiamma e/o con alcool) per evitare infezioni, e di fare attenzione a non tagliarsi. Nel caso delle radici bisogna tenere conto che sono a contatto con un ambiente umido e possono contrarre infezioni da funghi: quindi le ferite andrebbero trattate con prodotti antifungini, o (se volete usare metodi naturali) con polvere di cannella.

ESEMPIO PRATICO
Ora vi mostro con un esempio pratico quello di cui ho parlato in questo post, raccontandovi della mia orchidea Phalaenopsis.


Foto 3: sviluppo di orchidea Phalaenopsis.

  • Ho comprato questa Phalaenopsis alla fine del dicembre 2011: era nel reparto "fallati" di un grande centro commerciale, venduta sottocosto assieme a varie altre piante malmesse o deperite; non riceveva acqua da molto tempo, e le radici erano talmente cresciute nel suo piccolissimo vaso che ne avevano addirittura bucato il fondo (che era fatto a retina); le erano rimasti due fiori che stavano ormai appassendo. 
  • In origine questa pianta aveva solo gli steli (A) e (B); i 2 fiori erano su (A), ed una volta caduti ho tagliato i due steli nei punti (C) e (D) perché iniziavano a seccarsi, conservando i nodi all'inizio dei monconi.
  • Invasata l'orchidea, con substrato adeguato, buona illuminazione ed irrigazione controllata, ho lasciato che la pianta facesse da sola: dopo poco tempo è apparso il germoglio dello stelo (A1).
  • Questa pianta in origine aveva 5 foglie come ora: poco dopo il mio acquisto una è caduta naturalmente (immagino anche in seguito al cattivo mantenimento precedente), mentre è apparso il butto della foglia (E), che è cresciuta fino alle dimensioni attuali.
  • (A1) ha continuato a svilupparsi, ed intanto è apparso anche il germoglio dello stelo (B1). Nella primavera del 2012 sono spuntati i fiori su (A1), e su (B1) nella tarda estate. Ho dovuto apporre i tutori che si vedono nella foto per il peso degli steli con i fiori, e per fornire un appoggio stabile durante le giornate ventose.
  • Verso la fine di settembre 2012 ho notato il butto del nuovo stelo (vedi foto 2). Ora (novembre 2012) aspetto che cadano i fiori rimasti, per poi tagliare (A) e (B) in modo che la pianta concentri le sue energie sulla crescita del nuovo stelo.
  • Se avessi seguito i consigli e avessi tagliato subito completamente i due steli originari, mi sarei perso questa notevole crescita e due fioriture consecutive in meno di un anno.