8 giugno 2015

Come coltivare i sassi viventi (Lithops)

Coltivazione e giardinaggio del lithops detto anche sasso vivente
Lithops lesliei
CLASSIFICAZIONE
Regno: Plantae (Piante)
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Caryophyllidae
Ordine: Caryophyllales
Famiglia: Aizoaceae 
Genere: Lithops

Il Lithops (termine derivato dal greco e che significa simile ad una pietra, da cui il suo nomignolo sasso vivente), della famiglia delle Aizoaceae (o anche Mesembryanthemaceae), è uno dei massimi esempi di specializzazione nel mondo vegetale. Originario delle zone desertiche dell'Africa meridionale, dove le precipitazioni possono essere solo di 4-5 cm all'anno, ha dovuto evolversi in modo tale da limitare al massimo il consumo d'acqua, resistere al sole e al calore, e di sfuggire ai predatori animali in cerca di vegetazione contenente liquidi. Il genere Lithops conta una ventina di specie circa.

Ecco spiegato il perché della sua strana forma: abbiamo una pianta perenne formata da due sole piccole foglie tozze, fuse insieme e separate da una fessura. Queste foglie modificate sono piene d'acqua e vegetano al livello del suolo, esponendo la minima superficie alla calura. La radice dei Lithops è a fittone (cioè di forma molto allungata) per ricercare umidità in profondità. La sua conformazione che ricorda un sasso permette di confondere gli animali in cerca di cibo ed acqua, i quali lo evitano credendolo non commestibile.

In natura la parte esposta è solo quella superiore, fatta a cupola. Invece, come si vede nella foto, i Lithops provenienti dai vivai hanno spesso una forma a fungo. Ciò è dovuto al fatto che questa pianta è geneticamente predisposta per un'esposizione al pieno sole. In vivaio ed in appartamento, non ricevendo la giusta dose di luce, si allungano per cercarne di più, perdendo anche il colore verde scuro (che le protegge dai raggi solari) a favore di un verde più chiaro. Questo allungamento è una cosa da evitare, sia per un fattore estetico sia per la salute della pianta. Tenete anche presente che se nel suo vero habitat avesse questa forma a fungo sarebbe ben presto divorato da qualche predatore.

La coltivazione del Lithops non è facile, perché ha bisogno di cure precise e segue ritmi vitali praticamente rovesciati rispetto alle comuni piante alle quali siamo abituati. La sua altissima specializzazione nella sopravvivenza non tollera molto adattamenti a condizioni diverse da quelle in cui vive in natura. Quindi ha bisogno di luce, calore, e acqua nelle giuste quantità, e fornite nei giusti momenti. Il suo ciclo di vegetazione e riposo è sincronizzato con l'emisfero australe, e va rispettato ed assecondato, pena il deperimento e la morte della piantina.

In natura il Lithops va a riposo nei mesi più caldi e secchi, per limitare al massimo il consumo d'acqua, usando quella accumulata nei mesi più freddi ed umidi (quando invece riprende la vegetazione). In generale lo schema del ciclo vitale di un Lithops è il seguente.
  • PIENA ESTATE: la pianta è dormiente. In questa fase non bisogna fornire acqua perché usa quella immagazzinata, altrimenti può marcire e morire. Occasionalmente si può notare un piccolo appassimento: in questo caso potete irrigare leggermente, inumidendo il terreno in superficie o anche nebulizzando acqua con uno spruzzino.
  • FINE ESTATE - INIZIO AUTUNNO: la pianta si risveglia. Il segnale è l'allargamento della fessura tra le due foglie: da questa fessura usciranno il fiore (che nasce solo se la pianta ha già qualche anno di vita), e poi le due nuove foglie che sostituiscono quelle vecchie. Durante l'infiorescenza si può irrigare, bagnando bene in profondità il terreno ed aspettando che si secchi completamente tra un'irrigazione e l'altra: in natura tale periodo coincide con la stagione delle piogge. Dopo la fioritura la quantità d'acqua va gradualmente diminuita fino alla completa sospensione. Quando iniziano i primi freddi la pianta va messa in casa.
  • FINE AUTUNNO - INIZIO INVERNO - INVERNO: la pianta continua a vegetare. Le vecchie foglie iniziano a seccarsi e quelle nuove si fanno strada nella fessura per uscire. In questo periodo, anche se sembra strano, non va assolutamente fornita acqua: le nuove foglie ricavano l'umidità da quelle vecchie, e dare un surplus di liquido potrebbe letteralmente farle scoppiare. Andando avanti negli anni il Lithops si moltiplica per divisione, generando nuove piante che saranno però attaccate alla stessa radice-madre.
  • FINE INVERNO - INIZIO PRIMAVERA - PRIMAVERA - INIZIO ESTATE: le vecchie foglie si seccano e possono essere asportate facilmente. Da questo punto potete ricominciare a irrigare per creare la scorta di liquido nelle foglie, aumentando gradualmente la dose d'acqua ed aspettando che il terreno si secchi tra una somministrazione e l'altra. Poi diminuite gradualmente man mano che il caldo aumenta fino ad interrompere l'irrigazione nella piena estate (quando la pianta ritorna dormiente).
L'esposizione deve essere in pieno sole. A causa dei problemi riguardanti la coltivazione al coperto, fate attenzione a non esporre da subito le piante appena acquistate (pena bruciature irreparabili), ma piuttosto fatele riadattare gradualmente. In ultimo tenete presente che come esposizione è meglio il sole del mattino, per 4-5 ore, piuttosto che quello pomeridiano delle ore più calde.

Il terreno dev'essere ben drenato e, sempre a causa dell'altissima specializzazione del Lithops, dev'essere povero di materia organica e ricco di inerti come sabbia, lapilli vulcanici e/o pomice. Per il substrato vengono suggerite miscele di diverso tipo e composizione, io personalmente ne ho sperimentata una con circa 50% di terriccio universale leggero e 50% di lapilli e pomice di piccola pezzatura.

Il vaso non deve essere tanto largo quanto mediamente profondo, vista la lunghezza della radice a fittone. Per una pianta come quella mostrata nella foto ho usato un normale vaso da 15 cm. Come materiale è consigliata senz'altro la terracotta, visto che per il Lithops vanno assolutamente evitati i ristagni idrici.